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martedì 13 marzo 2007

La marchesa von...

(La Marquise d’O…, Francia/Rft 1976, 102’)
di Eric Rohmer.
Con Edith Claver, Bruno Ganz, Otto Sander, Edda Seippel, Peter Luhr.
Siamo nella seconda metà del XIX° secolo in un’anonima città europea, la figlia del governatore viene tratta in salvo da un conte mentre le truppe assedianti stanno entrando in città ed dei soldati l’hanno insidiata. Rimasta casualmente incinta per colpa di quel funesto episodio, e ferocemente ripudiata dalla famiglia, si rifugia isolandosi in una casa di campagna e arriva addirittura a fare un’inserzione su un giornale per conoscere l’autore di tale misfatto. Rohmer mette in scena un originale opera miracolosamente in equilibrio fra dramma e commedia, drammatica è la storia d’amore impossibile e negato fra i protagonisti, da commedia sono invece i toni burleschi usati dal regista. Gli interpreti sono tutti provenienti dal teatro, fra cui spicca un giovane e già bravo Brun Ganz, Con una cornice degna del capolavoro, musiche e fotografia del grande Nestor Almendros eccellenti, l’autore ci regala il suo film più personale e memorabile. Il film, che è tratto da un racconto di Heinrich von Kleist, vinse il Gran Premio della giuria al Festival di Cannes a cui vanno aggiunti numerosi premi meno famosi.
Voto 8,00.

lunedì 12 marzo 2007

Guida galattica per autostoppisti

(The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, Regno Unito/Usa 2005, col. 109’)
di Garth Jennings.
Con Martin Freeman, Sam Rockwell, Mos Def, Zooey Deschanel, John Malkovich, Nill Nighy.
Il giovane inglese Arthur è disperato perché la sua casa sta per essere demolita per far spazio ad una nuova tangenziale, un amico di colore gli predice l’imminente fine della terra, e sorprendentemente si rivela essere un alieno che lo salva portandolo con se nello spazio, unico superstite umano (insieme ad una ragazza di cui è innamorato), in quanto il nostro pianeta è stato annientato per far posto ad una nuova autostrada spaziale. E' solo l'inizio di una serie di mirabolanti avventure. Bizzarra parodia fantascientifica tratta dai libri di Douglas N.Adams, il film vive di continue invenzioni visive e verbali, alcune delle quali sono veramente sferzati e/o divertenti. Esilarante ad esempio la scena della cerimonia rituale della setta dei fazzoletti, capeggiata da un divertito John Malkovich. Godibili gli inserti spiegativi animati sul mondo galattico ed in generale i commenti della voce off. Purtroppo il film ha anche dei momenti bassi, in cui gli effetti speciali visivi risultano eccessivi ed i personaggi sembrano rincorrere un plot abborracciato. Il film è stato sceneggiato dallo stesso Douglas, prematuramente scomparso nel 2001, e terminato da Karey Kirkpatrick.
Voto 6,50.

mercoledì 7 marzo 2007

Angel-A

(Francia 2005, b/n 89’)
di Luc Besson.
Con Jamal Debbouze, Rie Rasmussen, Gilbert Melki, Serge Riaboukine, Akim Chir.
Il fallito Andrè, marocchino con passaporto americano che vive a Parigi si è messo dei guai prendendo soldi in prestito da diversi malavitosi. Senza via d’uscita e spaventato dalle conseguenze brutali che lo aspettano decide di suicidarsi gettandosi nella Senna da un ponte. Ma mentre sta per compiere il gesto disperato vede un’avvenente bionda che sta gettandosi nel fiume con lo stesso proposito a pochi mtri da lui. Si butta e la trae in salvo, è la bella Angela, che gli si dedica anima e corpo e nasconde un segreto. Besson mescola diversi ingredienti già visti in film strafamosi, il bianco e nero e l’innamoramento di un angelo sono chiaramente presi da “Il cielo sopra Berlino”, la scena del suicidio non può non ricordare “La vita è meravigliosa”, mentre il finale cita chiaramente “L’atalante” di Vigo, introduce una vena umoristica ed una chiave grottesca e spera di cavarne un buon film. Tuttavia l’aggettivo migliore che mi viene in mente per questa pellicola è inutile. Besson, autore anche della sceneggiatura e dichiarò all’uscita di questo film che sarebbe stata la sua ultima opera da regista (ma poi non ha mantenuto la promessa). Cast di sconosciuti, in cui spicca la stangona bionda danese Rasmussen.
Voto 5,00.

martedì 6 marzo 2007

2 single a nozze

(Wedding Crashers, Usa 2005, col. 119’)
di David Dobkin.
Con Owen Wilson, Vince Vaughn, Rachel McAdams, Christopher Walken, Will Ferrell, Jane Seymour, Isla Fisher, Henry Gibson, Rebecca DeMornay.
Avvocati divorzisti ed amici per la pelle, de scapoli John e Jeremy si imbucano ai matrimoni per portarzi alletto belle ragazze un po’ allegre. Quando però John si innamora della bella Claire, figlia di un ministro e fidanzatissima con un ricco rampollo, l’amicizia va in crisi ed anche la sua vita sentimentale, visto che scoperto l’inganno lei lo ha rifiutato. Esilissima commedia che si regge su uno spunto non certo divertentissimo. I due protagonisti non sono dei veri comici, e si vede, nessuna gag davvero divertente ed una parte sentimentale mai credibile come del resto tutta la storia, sceneggiatura a dir poco ridicola. Classica commedia americana del nuovo millennio, priva di idee, omologata e con un finale a dir poco scontato. Si salva solo la McAdams, o meglio dire la sua avvenenza, bellissima. Sprecatissimo Walken. Addirittura miglior film agli MTV Movie Awards!!! Voto 3,00.

martedì 27 febbraio 2007

Manhattan

(Usa 1979, b/n 96’)
di Woody Allen. Con Woody Allen, Diane Keaton, Michael Murphy, Mariel Hemingway, Meryl Streep, Anne Byrne.
Isaac Davis scrive soggetti per programme televisivi, ma ormai stanco progetta di scrivere un libro dal titolo “La sionista castrante”, con due matrimony falliti alle spalle vive ora con la diciassettene intellettuale Tracy, ma la differenza dietà lo mette perennemente a disagio. Inoltre l’ultima moglie è una scrittrice è sta per pubblicare un nuovo libro autobiografico nel quale Isaac teme di essere coinvolto ed apostrofato negativamente. L’opera più matura di Allen, un viaggio nel mondo di Woody, la sua New York splendidamente fotografata in un indimenticabile bianco e nero (di Gordon Willis), le sue paure ed eterne fobie, i suoi dialoghi ironici e soprattutto autoironici, i suoi personagi sclerotici, nevrastenici, la psicologia complessa dei rapporti umani e sentimentali, tutto come per incanto è perfetto in “Manhattan”. Cast strepitoso, compresa la giovanissima Hemingway che fu candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista senza peraltro vincerlo, un’altra nomination andò alla sceneggiatura originale scritta da Allen insieme ad Marshall Brickman. Il film trionfò invece in Europa dove vinse Bafta, Cesar e Nastro d’argento come miglior film straniero, oltre ad altri numerosi premi minori. Voto 9,50.

venerdì 23 febbraio 2007

Broadway Danny Rose

(Usa 1984, b/n 81’)
di Woody Allen.
Con Woody Allen, Mia Farrow, Nick Apollo Forte, Milton Berle, Will Jordan, Sandy Baron.
La vita dello sfortunato agente teatrale Danny Rose viene raccontato da alcuni vecchi artisti attorno ad un tavolo di ristorante. Con un cast di artisti strampalati che tenta di piazzare con una tenacia irriducibile, puntualmente abbandonato da chi riesce ad avere un po’ di successo come il bizzoso cantante italo-americano Lou Canova. Una delle opere più originali nella filmografia del grande Woody, un ritratto comico ed allo stesso tempo malinconico di un personaggio nato perdente macon una voglia di vivere che sintetizza tutta l’irresistibile fbra e tenacia dell’essere umano. Un film tenero, tiste ed al tempo stesso buffo e spassoso, un mix riuscitissimo di commedia e pungente satira sociale. Allen fece recitare la Farrow per tutto il film con gli occhiali da sole per farla sembrare più credibile come italo-americana. Considerato fra le opere minori è in realtà uno dei gioielli della carriera dell’autore newyorchese. Woody Allen fu nominato all’Oscar come miglior regista e sceneggiatore, sempre per la sceneggiatura il film ha vinto il David di Donatello e il BAFTA. Voto 9,50.

lunedì 19 febbraio 2007

La costola di adamo

(Adam’s Rib, Usa 1949, b/n 100’)
di George Cukor.
Con Katharine Hepburn,
Spencer Tracy, Judy Holliday, Tom Ewell, David Wayne, Jean Hagen.

Adam e Amanda Bonner sono felicemente sposati, entrambi esercitano la professione legale, lui è procuratore distrettuale e lei un avvocato, i guai cominciano quando i due si scontrano per un caso di omicidio nell’aula di tribunale, anche la vita privata ne subirà le inevitabili conseguenze.
Spassosa commedia del duo Hepburn/Tracy, che faceva coppia (e scandalo, perché lui era sposato) anche nella vita prvata, qui sono al massimo della forma, Cukor come sempre dimostra di essere il miglior regista di sempre nel ritrarre personaggi femminili davvero interessanti, e sa districarsi da par suo nelle vicende sentimentali evitando di metterci troppo zucchero, il ritmo è eccellente, i dialoghi ficcanti e l’ironia impregna in modo intrigante tutta la pellicola. Una commedia sofisticata come solo nella vecchia Hollywood sapevano fare. Il film ebbe una nomination per la miglior sceneggiatura firmata da Garson Kanin (noto anche come regi
sta) e dall’attrice Ruth Gordon (l’indimenticabile vecchina di Harold & Maude), Judy Holliday ebbe una nomination ai Golden Globes come miglior attrice non protagonista.
Voto 8,75.

venerdì 16 febbraio 2007

Per sesso o per amore

(Combien tu m’aimes, Francia/Italia 2005, col. 95’)
di Bertrand Blier.
Con Monica Bellucci, Bernard Campan, Gerard Depardieu, Jean-Piere Darroussin.
François fresco vincitore di svariati milioni di Euro alla lotteria propone alla bellissimi prostituta italiana Daniela di andare a vivere con lui, la pagherà 100.000 Euro al mese finchè non avrà finito i soldi. Lei accetta, ma la scintilla dell’amore sarà galeotta, fra dubbi incertezze e l’intromissione del magnaccia interpretato da Depardieu il film va avanti verso il suo scontato finale. Il mediocre Blier confeziona un prodotto su misura per le forme straripanti della Bellùcci, peccato che la bella umbra non sappia affatto recitare, quando parla è uno strazio e la sua monoespressività non l’aiuta di certo. Inoltre come commedia il film non azzecca una gag che sia una, Campan non è affatto comico e Depardieu è solo la parodia di se stesso, il lato psicologico sentimentale è inesistente, Blier cerca la strada del grottesco ma non trova mai la chiave giusta. Luoghi comuni e frasi fatte come se piovesse sono appioppatti aigli inetti personaggi. Insopportabile ed inadatta la colonna sonora che trangugia ingiustamente anche capolavori della lirica italiana, budget alto sprecatissimo, in definitiva un film davvero deprimente. Consigliato solo ai fan della Bellucci, che sbavano nel vederla seminuda, astenersi tutti gli altri. Al festival di Mosca, con questo film, Blier ha vinto il premio come miglior regista, incredibile! Voto 2,00.

martedì 13 febbraio 2007

Prime

(Usa 2005, col. 105')
di Ben Younger.
Con Uma Thurman, Meryl Streep, Bryan Greenberg, Jon Abrahams, Adriana Biasi, Zack Orth, Naomi Aborn.
New York, la bionda trentasettenne Rafi ha appena divorziato ed è in cura da una psicoanalista. Una sera durante una rassegna dedicata a Michelangelo Antonioni conosce un giovane, simpatico ed attraente ragazzo. I due iniziano ad uscire e l'amore sembra sbocciare davvero unico ostacolo, lui ha soli 23 anni, la cosa crea non poco imbarazzo in Rafi che vuole un figlio e non vede un futuro nella relazione, ma Lisa, la sua psicoanalista le dice di lasciarsi andare e vivere in piena libertà questa nuova appagante esperienza. Il tutto si complica, però, quando Lisa scopre che il giovane in questione è suo figlio David. Commedia sentimentale abbastanza tradizionale che punta tutto sulla verve del duo Thurman/Streep e sull'idea della storia fra una donna che va per i quaranta con un quasi ragazzino figlio della confidente di lei, in più per condire il tutto viene messa in mezzo anche l'origine ebraica della famiglia di lui. L'unica idea davvero divertente di tutto il film, è la visione che ha David della nonna che si da le padellate in testa ogni qual volta lui fa una scelta di vita fuori dal seminato. Il regista, anche sceneggiatore, non ha nemmeno il coraggio di spingersi fino in fondo, ed il finale politically correct lo dimostra. Uno di quei film che si dimenticano molto in fretta adatti ad una serata leggera leggera. Voto 5,50.

domenica 11 febbraio 2007

L'amore non va in vacanza

(The Holiday, Usa 2006, col. 138’)
di Nancy Meyers.
Con Cameron Diaz, Kate Winslet, Jude Law, Jack Black, Edward Burns, Eli Wallach, Rufus Sewell.
La giornalista inglese Iris e la montatrice di traile di Los Angeles Amanda vengono entrambe lasciate dell’uomo che amano alla vigilia delle festività natalizie. Approfittando di un nuovo tipo di vacanza trovata su Internet che consiste nello scambio alla pari dell’abitazione le due decido di scambiarsi la casa per due settimane, entrambe vogliono isolarsi e staccare la spina dal loro mondo e dagli amici di sempre. Ma l’amore (come il titolo italiano suggerisce) è sempre in agguato. Commedia sentimentale molto convenzionale diretta dalla mediocre regista di “What Women Want” e “Tutto può succedere”, tutto il film è sulle spalle delle due brave attrici protagoniste, la Diaz è molto più adatta della Winslet in questo genere di prodotto. Law assolutamente insulso (nella scena clou ha un espressione veramente ridicola) e Jack Black totalmente fuori ruolo, d’altronde il film calca molto di più i toni drammatico-sentimentali di quelli della commedia, poche le scene divertenti e tutte affidate alla coppia Diaz/Law. Il film è stato scritto dalla regista proprio in funzione del cast che poi vi ha recitato. Molto cinefila la parte losangelina, scontatissimo e come sempre in questi casi, conciliante, il finale. Il vecchio Wallach nei panni dello sceneggiatore è da noi più conosciuto come “Il brutto” del famoso spaghetti western di Sergio Leone. Voto 5,25.

lunedì 5 febbraio 2007

Shopgirl

(Usa/Regno Unito/Svizzera 2005, col. 104’)
di Anand Tucker.
Con Claire Danes, Steve Martin, Jason Schwartzman, Bridgette Wilson, Sam Bottoms, Rebecca Pidgeon.
La timida Mirabelle si è trasferita dal montuoso e periferico Vermont a Seattle, nell’altra parte degli Usa, culla del giunge e di tanti nuovi artisti, e lei è un’aspirante pittrice. Assunta come commessa in un grande magazzino intreccia inizialmente una relazione con un coetaneo delle idee piuttosto confuse, ma poi passa tra le braccia di un ricco ed attempato uomo d’affari con il quale pensa di aver trovato la sua stabilità, anche perché Mirabelle soffre di attacchi di depressione. Insolito ruolo drammatico per il commediante Steve Martin in un film che non è ne carne ne pesce, perennemente in bilico fra commedia e dramma sentimentale, il regista sembra non sapere che pesci prendere, non basta la suggestiva atmosfera di Seattle per fare un vero film, ben approfondito il carattere principale ma il finale è troppo convenzionale. Brava la Danes, in un ruolo che ci fa finalmente dimenticare quello di Giulietta. Voto 5,50.

Napoleon Dynamite

(Usa 2004, col. ’82)
di Jared Hess.
Con Jon Heder, Jon Gries, Efrem Ramirez, Aaron Ruell, Tina Majorino, Diedrich Bader.
Il liceale Napoleon vive nell’Idaho con il fratello trentenne e single Kip e la nonna. Alto e magro, occhialuto e perennemente con la bocca aperta, Napoleon è il tipico tonto che viene preso di mira a scuola ed ha una vita sociale veramente scarsa. Allontanatasi la nonna per problemi di salute, i due fratelli devono subire anche la presenza dell’invadente zio Rico, venditore porta a porta. Intanto Napoleon si fa un nuovo amico nel neo arrivato messicano Pedro. Ballo della scuola ed elezione per il presidente degli studenti incombono. Classico film indipendente mande in USA (non a caso uscito dal Sundance Festival), il quadro di un gruppo di perdenti nati sullo sfondo della più profonda provincia americana è simpatico ed il tono straniante ha una sua bizzarra efficacia, anche per merito del delizioso protagonista. Peccato che il tutto resti abbastanza superficiale, con i personaggi di contorno super stereotipati (come ad esempio Summer, la bella di successo della scuola) o bozzettistici (lo zio Rico ed il fratello Kip) ed anche al personaggio di Pedro vengono associati tutti i più classici luoghi comuni statunitensi sui messicani (vedi amici bulli su macchina superaccessoriata, o discorso con la richiesta della statua di un santo a scuola) ed il finale consolatorio non convince, specie considerando che invece la vita, per i loosers, consolatoria non lo è mai o quasi. Gustosi (si fa per dire) i titoli di testa, il film, che è costato pochissimo, è stato a sorpresa un piccolo successo commerciale. Jon Heder nei panni di Napoleon è stato premiato anche con il premio per la miglior performance musicale (per il suo ballo sul palco) agli MTV Movie Awards. Voto 5,75.

giovedì 25 gennaio 2007

In Her Shoes

(Usa 2005, col. 130')
di Curtis Hanson.
Con Cameron Diaz, Toni Collette, Shirley MacLaine, Anson Mount, Richard Burgi, Candice Azzara, Brooke Smith, Mark Feurestein.
Le sorelle Rose e Maggie sono legatissime ma diversissime fra loro, la prima è un avvocatessa poco avenente che vive per il lavoro e soffre per la mancanza di una vera vita sentimentale. La biona Maggie ha successo con gli uomini, ne cambia in continuazione ma la sua vita lovorativa è un disastro. Quando Rose trova finalmente un collega con cui intraprendere una relazione seria, Maggie rovina tutto portandoselo a letto a casa della sorella. Anche altri disastri familiari verranno a galla. Hanson è senza dubbio un buon regista, questo film mischia con abilità i generi, il sentimentale è ovviamente in primo piano, ma anche i toni drammatici e soprattutto quelli leggeri della commedia affidati alle battute dei simpaticissimi vecchietti della casa di riposo in Florida prevalgono in una pellicola che ha il solo difetto di essere troppo convenzionale in un finale scontatissimo. Non basta recitare una poesia per essere poetici. Comunque brave le due interpreti principali, menzione speciale per l'inossidabile Shirley MacLaine, che per questa parte ebbe una nomination a Golden Globes. Girato a Philadelphia, c'è anche una simpatica citazione cinefila, con Rose che corre con i cani sulla scalinata resa famosa da Stallone in "Rocky" esulatondo come lui una volta arrivata in cima.
Voto 6,00


sabato 20 gennaio 2007

Lady Henderson presenta

(Mrs.Henderson presents, Regno Unito 2005, col. 103’).
Di Stephen Frears.
Con Judi Dench, Bob Hoskins, Christopher Guest, Kelly Reilly, Will Young, Thelma Barlow.
Londra, seconda metà degli anni ’30, la signora Henderson appena rimasta vedova (con ricca eredità) decide di comprarsi il Windmill Theatre, frivola e totalmente all’oscuro di come funziona quel mondo assume l’austero signor Van Damm come direttore artistico. Inizialmente la rivista musicale che viene portata in scena ha successo anche grazie all’idea di Van Damm di proporre (primi in Inghilterra) un orario continuato di spettacoli, mai poi quando anche gli altri teatri seguono questa impostazione il Windmill va in crisi. A quel punto mrs. Henderson ha la stravagante idea di mostrare alcune ragazze completamente nude in scena, sfrutta il suo ascendente sul capo della censura ed ottiene uno strepitoso successo. Intanto il suo rapporto con il burbero direttore vive alti e bassi continui. Frears gira un film ottimamente ambientato nell’Inghilterra di oltre mezzo secolo fa, il tono è chiaramente quello della commedia, la storia è realmente accaduta, i due interpreti principali (la Dench e Bob Hoskins) sono assolutamente all’altezza. Ma il film purtroppo rimane un pochino superficiale, non è molto divertente e non ci racconta nulla di veramente interessante se non l’esplorazione di un curioso fatto di cronaca. L’abilità registica di Frears non è in discussione, ma non basta per rendere il film davvero significativo. Due nomination all’Oscar: Judi Dench come miglior attrice protagonista e per i costumi. Voto 6,00.

giovedì 4 gennaio 2007

La tigre e la neve

(Italia 2005, col.118’)
di Roberto Benigni.
Con Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Jean Reno, Andrea Renzi, Emilia Fox, Tom Waits, Giuseppe Battiston, Anna Pirri, Chiara Pirri, Licia Poli, Amid Farad, Giovanna Botteri.
Attilio poeta e insegnante continua a sognare un surreale matrimonio con Vittoria l’amore, non ricambiato, della sua vita. Quando quest’ultima rimane gravemente ferita a Bagdad mentre incontrava un poeta iracheno del quale stava curando la biografia, Attilio parte subito per l’Iraq cercando di salvarLe la vita. Benigni riprova la carta della commedia innescata in una situazione estremamente drammatica, operazione che l’aveva consacrato a livello internazionale con “La vita è bella”, purtroppo per lui però il film è una commedia che non fa mai ridere e che tiene ben lontani gli aspetti drammatici della situazione regalandoci un Iraq veramente poco credibile. Unica scena veramente riuscita è quella dell’incontro in motorino del posto di blocco americano. Le intenzioni ,anche se genuine, non bastano da sole a fare un buon film. Stendiamo poi un velo pietoso sulla Braschi, moglie e insopportabile icona del comico toscano. Il cantautore americano Tom Waits, che già aveva recitato con Benigni in “Daunbailò”, appare e cant “You Can Never Hold Back Spring” nel suo sogno. Il titolo è quello di una raccolta di poesie del personaggio protagonista, ed è anche la condizione per la quale Vittoria è disposta ad innamorarsi di Attilio Voto 5,00.

Ella Enchanted

(USA/Regno Unito/Irlanda 2004, col. 96’)
di Tommy O’Haver.
Con Anne Hathaway, Hugh Dancy, Cary Elwes, Aidan McArdle, Minnie Driver, Eric Idle, Vivica A.Fox. In un fantastico reame popolato da umani, fate, streghe, elfi e giganti la piccola Ella subisce appena nata dalla sua madrina un incantesimo (quello del titolo) per cui deve sempre ubbidire, naturalmente questo comporta gaffe, equivoci e situazioni spiacevoli per la giovane protagonista ormai divenuta una bella ragazza. E quando si innamora ricambiata del principe ormai prossimo all’incoronazione l’incantesimo le si rivolterà ancora una volta contro, ma l’amore si sa è più forte di tutto. Una simpatica favoletta cucita su misura per la giovane protagonista di “Pretty Princess”, il film fatta la tara al solito sentimentalismo ed alla trama ormai classica della Cenerentola alle prese con il suo principe azzurro, ha l’ironia dalla sua parte, ed il pretesto dell’incantesimo viene sfruttato discretamente bene. Meno zuccheroso di tanti prodotti analoghi, anche se ovviamente scontatissimo nello sviluppo. Belli i costumi e la scenografia, pessimi gli effetti speciali.
Voto 6,00.

mercoledì 20 dicembre 2006

O Lucky Man

(O Lucky Man!, Regno Unito 1973, col. 173’)
di Lindsay Anderson.
Con Malcolm McDowell, Rachel Roberts,Arthur Lowe, Ralph Richardson, Helen Mirren.

trama
Il giovane Michael Travis viene assunto dopo adeguato tirocinio dalla Imperial Coffee come agente di commercio. L’improvviso abbandono del miglior venditore della compagnia da a Mike l’opprtunità di diventare agente nell’importante zona del Nord Est dell’Inghilterra, parte da Londra munito di auto aziendale con tanti buoni propositi, finirà per essere al centro di una serie di grottesche avventure e disavventure che lo coinvolgeranno a tal punto da fargli cambiare completamente vita.

critica
Anderson era uno dei regista di punta del ”Free Cinema“ inglese degli anni ’60, questa curiosa commedia è, se vogliamo, lo sviluppo naturale di quel modo di fare cinema. La regia è curiosa come il candido personaggio protagonista (e proprio al “Candido” di Voltaire la storia si ispira), McDowell è più che convincente, fotografia e colonna sonora (firmata Alan Price) sono egregi, il film difetta un po’ per l’eccessiva durata, il che lo fa sembrare una goliardata tirata un po’ troppo per le lunghe, inoltre risulta anche un po’ discontinuo alcune sequenze sono veramente bizzarre e gustose (tipo la scena nella clinica ad esempio) mentre in altri momenti il film non decolla. Voto 6,50.

martedì 19 dicembre 2006

The Family Man

(USA 2000, col. 125’)
di Brett Ratner.
Con Nicolas Cage, Tea Leoni, Don Cheadle, Jeremy Piven, Josef Sommer, Saul Rubinek, Mary Beth Hurt, Amber Valletta.


trama
Siamo alla vigilia di Natale e il rampante giovane uomo d’affari Jack Campbell esce per ultimo dal suo ufficio per tornarsene nella sua casa da single, ha grandi progetti per i suoi affari, e solo ricchezza e lavoro nella testa. Ma la mattina di Natale si sveglia in una casetta del New Jersey, sposato con la sua ex ragazza del college con prole a carico ed un lavoro da rivenditore di gomme. Superato lo shock iniziale Jack comincia pian piano ad apprezzare la nuova vita, fino a non volersene più staccare. Ma improvvisamente l’incantesimo finisce e si risveglia la mattina di Natale nel suo lettone da single, era tutto un sogno?

critica
Questa specie di “Sliding Doors” al maschile dopo una partenza abbastanza convincente e curiosa con lo stordito protagonista che finisce nella vita di un se stesso sconosciuto scivola lentamente verso il romanticismo più smielato fino al davvero molto imbarazzante finale. Peccato perché la Leoni è splendida e la fotografia di Dante Spinotti efficace. I buchi di sceneggiatura sono davvero troppi per essere elencati tutti (ad esempio: i bimbi che fine fanno?), regia mediocre e soundtrack con le solite canzoni da film sentimental natalizio. Qualcuno l’ha addirittura definito com “La vita è meravigliosa” del 2000, Capra si starà rivoltando nella tomba. Voto 5,00.

domenica 17 dicembre 2006

La donna del giorno

(Libeled Lady, USA 1936, b/n 98’)
di Jack Conway.
Con Jean Harlow, Spencer Tracy, William Powell, Myrna Loy, Walter Connelly, Cora Whiterspoon.


trama
Warren Haggerty direttore del quotidiano newyorchese Evening Star si mette nei pasticci a causa di uno scambio di persona, il suo giornale aveva accusato la ricca ereditiera Connie Allenbury di essere una ruba mariti e viene querelato dalla stessa vittima con la strabiliante richiesta di risarcimento di cinque milioni di dollari. Haggerty, terorizzato dalla prospettiva di perdere il posto e dover chiudere il giornale mette a punto un piano assurdo che coinvolge un suo collega donnaiolo precedentemente licenziato e la sua eterna fidanzata Gladys, tutto con lo scopo di raggirare miss Allenbury. Inutile dire che le cose non andranno secondo i piani.

critica
Divertente commedia degli equivoci sostenuta da una buona sceneggiatura e da un cast di attori brillanti, la coppia Powell/Loy si era già messa in luce nella serie “L’uomo ombra”, mentre la biondissima Jean Harlow è letteralmente scatenata, bravo anche Tracy. Alcune sequenze sono davvero spassose, come il matrimonio di comodo fra Gladys e Bill, la scena in cui Bill s’improvvisa pescatore, oppure l’assurda battuta in cui Tracy dice “Sarà pure sua moglie ma è ancora la mia fidanzata”. Ne è stato fatto un mediocre remake nel 1946 conosciuto da noi con il titolo “Sposarsi è facile ma…”. Esiste un altro film con lo stesso titolo interpretato anch’esso da Spencer Tracy e datato 1942, non c’entra nulla con questo.
Voto 7.50.

martedì 12 dicembre 2006

Kitty Foyle, ragazza innamorata

(Kitty Foyle, The Natural History of a Woman, USA 1940 b/n 108')
di Sam Wood.
Con Ginger Rogers, Dennis Morgan, James Craig, Eduardo Ciannelli, Ernest Cossart.
trama
Kitty è una modesta impiegata, la cediamo ricevere una proposta di matrimonio, lei accetta felice rassicurando il suo futuro sposo che ha ormai dimenticato l'uomo che l'ha tormentata in passato. In diversi lunghi flashback vediamo la sua storia. Da quando poco più che ventenne si innamora ricambiata del suo principale Wyn Strafford, appartenente ad una ricca famiglia di banchieri di Filadelfia. Ma la depressione che colpisce l'America e la differente classe sociale interrompe l'idillio, Kitty si trasferisce a new York dove trova lavoro come commessa ed incontra in modo piuttosto strampalato un galante e squattrinato medico. Ma improvvisamente una sera Wyn si presenta nel suo appartamentino con la proposta di matrimonio, Kitty cederà.

critica
C'era un tempo quando ad Hollywood sapevano costruire le commedie sentimentali, buonissimo ritmo, dialoghi salaci e per nulla scontati sul rapporto fra i sessi, interpreti più che all'altezza e regia funzionale al racconto, rivedere un film come questo, per carità niente di memorabile, aiuta a capire la profondità del baratro dove questo genere è ormai precipitato. La Rogers vinse a sorpresa l'Oscar per questa bella interpretazione, lontanissima dalle commedie musicali al fianco di Fred Astaire che l'avevano resa celebre. Con il suo look lanciò persino una moda denominata appunto "Kitty Foyle". Curiosa la scena in cui Kitty e Wyn vanno a spassarsela in un locale clandestino di New York (all'epoca c'era il proibizionismo) ed ordinano l'Amaro Strega (inqudratura in primo piano delletichetta compresa) che lui dice servirà ad unirli per sempre.Oltre all'Oscar alla Rogers il film ottenne anche tre nomintaions come miglior film, regia e sceneggiatura non originale firmata tra gli altri dal grande Dalton Trumbo.
Voto 7,25