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martedì 6 febbraio 2007

The New World

(Usa 2005, col. 150')
di Terrence Malick.
Con Colin Farrell, Christian Bale, Q'Orianka Kilcher, Christopher Plummer, David Thewlis, August Schellenberg, Wes Studi, Naoh Taylor, Ben Chaplin.
Una nave inglese sbarca nel nuovo mondo (la Virginia di oggi) con l'intento di impiantarvi una colonia stabile. Il capitano Smith appena graziato dall'accusa di ammutinamento è spedito in missione per contattare gli abitanti del luogo. I primi contatti con gli ingenui e pacifici indigeni sono all'insegna del sospetto ma anche di una certa cordialità, e Smith si innamora della figlia prediletta del capo tribù (che di figli ne ha per la verità qualche dozzina). L'incontro fra culture così diverse non è facile e ben presto la violenza esploderà sconvolgendo anche le vite ed i sentimenti dei due innamorati. Malick porta finalmente a termine un progetto a lungo covato, l'immersione totale nella natura selvaggia di quel mondo primitivo e puro ci ricorda i suoi pochi ma bellissimi film precedenti, peccato che un protagonista totalmente inadeguato come Colin Farrell, con quella perenne espressione imbronciata, ed una troppo insistita e didascalica voce off compromettano irrimediabilmente l'opera. Rimangono squarci di grande cinema ed il rimpianto per un capolavoro mancato. Nomination all'Oscar per la bella fotografia di Emmanuel Lubezki, alcune nomination e premi minori anche per la giovanissima e quasi debuttante Q'Orianka Kilcher, tedesca che veste benissimo i panni di Pocahontas. Voto 5,75.

giovedì 18 gennaio 2007

La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler

(Der Untergang, Germania 2003, col. 150') di Oliver Hirschbiegel. Con Bruno Ganz, Alexandra Maria Lara, Corinna Harfouch, Ulrich Matthes, Juliane Kohler.
Gli ultimi giorni della vita di Adolf Hitler, rinchiuso nel bunker di Berlino insieme all'amata Eva (che sposerà poco prima della tragica fine) e al suo entourage di fedelissimi fra cui la sua giovanissima stenografa, coprotagonista ed "innocente" testimone della tragica fine del terzo reich. Il film alterna la vita nel bunker sotterraneo con quello che accade fuori, l'ultima resistenza affidata ai ragazzini della gioventù hitleriana e le tragiche condizioni dei civili e dei feriti. Contestatissimo anche in patria (Wim Wenders si è espresso duramente su un Hitler figura quasi compassionevole) il film di Hirschbiegel ha il difetto di dipingere gli sconfitti del regime nazista con troppa umanità, il film si segue bene, ma la sceneggiatura spesso tentenna senza prendere una strada precisa fra storie esterne di personaggi minori ed i rapporti interprersonali nel bunker, i problemi di questa pellicola risiedono anche nei personaggi di contorno tutti troppo "buoni" come a voler sottolineare, enfatizzare (in modo esagerato) la non responsabilità del popolo tedesco verso le immani colpe del nazismo. Le parti girate in interni poi sono quasi da fiction televisiva, regia molto, troppo piatta e solo gli esterni compensano parzialmente questa mancanza. Scena finale da "La vita è bella" che lancia una speranza sul futuro della nuova Germania, e che ci dice che in fondo i giovani erano incolpevoli. Bella la breve intervista finale con la vera segretaria di Hitler. Ganz bravo anche se forse un po' eccessivo. Scontati tutti i difetti rimane comunque un film interessante, specie per il tema trattato, ed il fatto che abbia fatto molto discutere lo dimostra. Voto 6,00.

giovedì 7 dicembre 2006

Il grande ammiraglio

(That Hamilton Woman, USA 1941, b/n 128’)
di Alexander Korda.
Con Vivien Leigh, Laurence Olivier, Alan Mowbray, Sara Allgood, Gladys Cooper, Henry Wilcoxcon, Heather Angel, Halliwell Hobbes.
trama
Il film narra la storia dello sfortunato amore fra Lady Hamilton e l’ammiraglio Horacio Nelson a cavallo fra diciottesimo e diciannovesimo secolo. La proletaria Emma Hart sposa per interesse Lord Hamilton ambasciatore inglese a Napoli, in Italia si innamora di Nelson (anche lui sposato) che con la sua flotta la salverà, nonostante le critiche dei suoi sottoposti, dalla rivoluzione che in piena epoca napoleonica sta infuriando a Napoli. Intanto lo scandalo per l’adulterio divampa ovunque ma la popolarità di Nelson in patria è grande.
critica
Raccontato con un lunghissimo ed unico flashback è una romantica e drammatica storia di amor fou, dove brilla una bellissima e straordinariamente brava Vivien Leigh che qui fa coppia con il suo marito dell’epoca Laurence Olivier. Fu prodotto in piena seconda guerra mondiale ed infatti in molti dialoghi è chiara la metafora fra Napoleone e Hitler, ad esempio quando parlano della possibile invasione dell’Inghilterra da parte della flotta francese. Era il film preferito di Churchill ed è stato candidato all’Oscar per la notevole fotografia in bianco e nero del futuro regista Rudolph Maté.
Voto 6,75

lunedì 20 novembre 2006

Danton

(Francia, 1982, col. 136’)
di Andrzej Wajda. Con Gerard Depardieu, Wojcich Pszoniak, Patrice Chereau, Roger Planchon, Jacques Villeret, Angela Winkler, Boguslaw Linda.

La trama
Parigi 1994, uno dei grandi capi della rivoluzione Danton, viene accusato e processato con l’accusa di cospirazione e tradimento da Robespierre. Il film descrive gli intrighi di potere in una capitale caotica in cui le diversa fazioni tramano l’una contro l’altra in un clima caotico che passa dall’anarchico al dittatoriale.

La critica
La messa in scena del regista polacco è formalmente inappuntabile, ed il giovane Depardieu convincente, bella la scenografia, i costumi e la fotografia. Un po’ sottotono la rappresentazione di Robespierre che perde il confronto con il protagonista. All’epoca il film fu visto anche come parallelismo alla situazione della patria di Wajda, ma la cosa sembra quantomeno forzata.




Voto: 7,25.