Visualizzazione post con etichetta thriller. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta thriller. Mostra tutti i post

lunedì 26 febbraio 2007

Velluto blu

(Blue Velvet, Usa 1986, col. 120’)
di Davi Lynch.
Con Kyle MacLachlan, Tennis Hopper, Isabella Rossellini, Laura Dern, Dean Stockwell, Hope Lange.
Un orecchio mozzato giace in un prato, lo trova il giovane Jeffrey che denuncia il fatto alla polizia. Insieme all’amica Sandy, figlia di un ufficiale di polizia e della quale è anche innamorato si immischia in faccende che non lo riguardano che coinvolgono anche la cantante di night club Dorothy ed il cattivissimo Frank suo ricattatore. Thriller affascinante e disgustosamente grandguignolesco, girato in puro stile Lynch, riprende e sovverte tutti i classici stereotipi del genere noir, immettendo per esempio nel film sadismo ed al tempo stesso romanticismo. Hopper nella parte del maniaco è magistrale, mentre la Rossellini si mostra senza pudore. Film perverso e bellissimo, uno degli apici della cinematografia del controverso regista nordamericano che ne ha curato anche la sceneggiatura, musiche del nostro Angelo Badalamenti che collaborera spesso con Lynch. Il cineasta ricevette una Nomination all’Oscar per la miglior regia, la pellicola ha vinto il festival di Avoriaz.
Voto 8,75

giovedì 8 febbraio 2007

Suspense

(The Innocents, Regno Unito 1961, b/n 105’)
di Jack Clayton.
Con Deborah Kerr, Martin Stephens, Pamela Franklin, Michael Redgrave, Peter Wyngarde, Megs Jenkins.
Miss Giddens giovane istitutrice al suo primo incarico viene assunta da un bizzarro e ricchissimo signore per avere cura dei suoi due nipotini rimasti orfani e che vivono in una grande casa (ma forse sarebbe meglio dire castello) di campagna. I duebambini, Flora e Miles sono belli, affettosi e conquistano subito le grazie della nuova arrivata, che però scopre oscure ombre che si addensano nel recente passato dei bambini e di quell’edificio. La vecchia istitutrice è infatti morta li misteriosamente e così anche il cameriere suo amante, Miss Giddens terorizzata li vede apparire un po’ dappertutto e inizia a sospettare che abbiano un influenza malefica anche sui bimbi. Tratto da una storia di Henry James (Il giro di vite) e sceneggiato tra gli altri dal grande Truman Capote è un thriller girato con maestria da Clayton, e fotografato superbamente in bianco e nero dal futuro regista horror Freddie Francis. I movimenti di camera, lo sguardo allarmato della Kerr, i giochi di ombre e luci ed i movimenti lenti ed inesorabili della macchina da presa riescono a creare una tensione crescente ed intensa. Il film riesce a cogliere sublimamente l’ambiguità del racconto dove tutto è incerto e può accadere senza mettere mano ai clichè più abusati del cinema horror e del sottogenere sui fantasmi. Ne sono stati fatti due pessimi remake: “Improvvisamente un uomo nella notte” (1972) e “Presenze” (1992). Il film fu in concorso a Cannes ed ebbe una nomination come miglior film britannico dell’anno (BAFTA Award). Voto 8,75.

martedì 9 gennaio 2007

Match Point

(Regno Unito/Usa/Lussemburgo 2005, col. 124’)
di Woody Allen.
Con Jonathan Rhys Meyers, Scarlett Johansson, Alexander Armstrong, Paul Kaye, Matthew Goode, Brian Cox, Penelope Wilton, Emily Mortimer.
L’ex tennista professionista irlandese Chris Wilton si è da poco trasferito a Londra ed è stato assunto in un club esclusivo come insegnante di Tennis. Deciso a dare una svolta alla propria vita, approfitta dell’amicizia di Tom Hewett, rampollo di una ricchissima famiglia, si fidanza con la di lui sorella, dolce ma non molto attraente. Intanto flirta con Nola, la fidanzata di Tom, un’attricetta americana in cerca anche lei di un appoggio finanziario. Chris sposa l’ereditiera, mentre Tom lascia Nola, quando Chris la incontra casualmente in un museo il rapporto rinasce. Il prolifico Allen in trasferta inglese (a cui farà seguito l’anno successivo “Scoop”) riesce ancora a stupire presentando un thriller per nulla scontato, gelido ed appassionante, hitchockiano nel creare suspence (specie nel finale) e nel saper sorprendere lo spettatore. Cast azzeccatissmo, la Johansson non è mai stata così sexy e Rhys Meyers ha la faccia tosta giusta per il ruolo. Molto interessante anche l’analisi articolata dei sentimenti amorosi, che evita quell’assolutismo (l’amo, non l’amo più) che abitualmente troviamo al cinema per presentarci invece le tante sfumature che nei diversi rapporti umani si verificano. E’ anche uno di quei rari film in cui i sensi di colpa e le ossessioni interne al protagonista vengono trasmesse allo spettatore senza che quest’ultimo dia in escandescenza in alcun modo. Indubbiamente il miglior Allen del nuovo millennio, ha avuto una candidatura all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale scritta sempre dal regista americano ed ha vinto il David di Donatello per il miglior film europeo.
Voto 9,00.

sabato 30 dicembre 2006

The Prestige

(USA 2006, col. 130’)
di Christopher Nolan.
Con Hugh Jackman, Christian Bale, Scarlett Johansson, Michael Caine, Piper Perabo, Rebecca Hall, David Bowie.

L’illusionista Alfred Borden viene condannato a morte con l’accusa di aver ucciso il suo acerrimo rivale Robert Angier durante il famoso numero del trasporto di persona, il movente sarebbe proprio il fatto che questo “prodigio” presentato per la prima volta al pubblico da Borden sia stato perfezionato e reso celebre da Angier. Attraverso diversi flashback vediamo la storia fatta di vendette, ripicche, amori e soprattutto trucchi di questi due ex amici, ci viene mostrato il montare dell’odio nato dopo una disgrazia in palcoscenico che è costata la morte alla moglie di Angier per colpa dello stesso Borden. Le sorprese finali scioglieranno tutti i nodi. Nolan, che dopo il folgorante “Memento” non aveva di certo lasciato il segno nei film successivi, si riscatta con questo magnetico “The Prestigi”, dove i personaggi sono dipinti entrambi in maniera abbastanza controversa se non negativa, e questo aiuta moltissimo la resa di quell’atmosfera misteriosa se non magnetica che sta dietro al mondo della magia mai portato sullo schermo con tanta efficacia, basti pensare che solo una discreta biografia di Houdini con protagonista Tony Curtis è cinematograficamente degna di nota in questo settore. Il tema del doppio è sviluppato in maniera eccellente e di sicuro, curiosa, l’ambientazione tetra ed un po’ spettrale di fine ‘800 degna cornice a questa storia al confine fra realtà ed immaginazione. Il ritmo non scende mai, il film è anche a suo modo spettacolare da vedere e tiene bene incollato lo spettatore alla sedia, la non facile sceneggiatura è ottima e gli si perdona anche qualche piccolissima lacuna, una chicca poi lo svelamento di diversi trucchi del mestiere. Ed anche il finale parzialmente aperto (solitamente il momento più delicato per un film di questo genere) pare tutto sommato azzeccato. Unica nota negativa il casting, dove fra i protagonisti solo Jackman è all’altezza, Bale invece non è affatto convincente e la Johansson appare come una bimba smorfiosa e nulla più, bravi invece Caine e la Perabo, irriconoscibile nei panni del rivale di Edison, Tesla, il duca bianco David Bowie.
Voto 8,50.