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mercoledì 14 febbraio 2007

Il muro

(Mur, Francia/Israele 2004, col. 100')
di Simone Bitton.
Documentario.
Il film documenta la costruzione del muro voluto dal governo israeliano per separare il proprio territorio dalla Cisgiordania palestinese, un'opera lunga circa 500 km. Viene intervistato il ministro competente che ci da tutte le informazioni tecniche sulla tempistica, i costi, il funzionamento e soprattutto le motivazioni della messa in opera della controversa barriera. Poi le voci fuori campo (per ovvi motivi di sicurezza) di chi abita nei pressi del muro (da una parte e dall'altra) commentano i problemi che questa iniziativa ha portato, vengono intervistati anche gli operai che si scopre sono tutti arabi.
La regista è un'ebrea marocchina residente in Francia, ed in questo film ha il grandissimo merito di far parlare le immagini e le persone cercando di essere il più equilibrata possibile, non vuole dimostrare nessuna tesi alla Michael Moore, ma solo mostrarci un fatto d'attualità ed analizzarlo in tutti i suoi aspetti. A penalizzarlo solo alcune parti relative alla costruzione che sono un po' troppo lente. La pellicola ha vinto il premio speciale della giuria al Sundance Film Festival. Voto 7,00.

mercoledì 7 febbraio 2007

Mr. Death - Il signor morte

Mr.Death – Il signor morte
(Mr.Death – The Rise and Fall of Fred A.Leuchter jr., Usa 1999, col. 91’)
di Errol Morris.
Documentario.
Fred Lauchter è un ingegnere, figlio di una guardia carceraria di un braccio della morte, si è specializzato nel costruire macchine per la condanna capitale, ci racconte come ha costruito una nuova sedia elettrica per un penitenziario del Tennessee, o una forca nuova di zecca, una macchina per l’iniezione letale per il New Jersey e la camera a gas per il Missouri. La sua vita ha una svolta quando viene chiamato come perito di parte per un processo che si sta svolgendo a Toronto in Canada dove un esaltato neonazista, Ernst Zundel è finito alla sbarra per aver divulgato pubblicazioni in cui negava l’Olocausto. Leuchtner si reca ad Auschwitz e raccoglie campioni degli edificie, dopo averli fatti analizzare, sostiene che secondo lui è impossibile che in quel luogo sia avvenuto uno sterminio di massa. Queste sconcertanti conclusione portano a Fred notorietà ma anche un boicottaggio da parte delle autorità, finirà per restare senza moglie e lavoro. Morris si conferma uno dei migliori documentaristi degli ultimi anni e ci regala un quadro bizzarro e controverso di questo personaggio apparentemente innocuo che esercita un mestiere quantomeno discutibile. Al limite del ridicolo (se non fosse per la drammaticità degli eventi accaduti) la sua ricerca sul campo ad Auschwitz. Sicuramente da vedere. Voto 7,50.

lunedì 5 febbraio 2007

Volevo solo vivere

(Italia/Svizzera, col. e b/n 75’)
di Mimmo Calopresti.
Documentario.

La testimonianza di 9 ebrei italiani sopravissuti al campo di sterminio nazista di Auschwitz. Il tutto è raccontato in ordine cronologico dal momento dei rastrellamenti casa per casa nell’Italia occupata del 1944, al terribile viaggio nei carri merci, l’arrivo al campo con la straziante separazione fra uomini e donne, i forni crematori, i lavori forzati e la vita dentro il lager scandita dai morsi della fame e dal terrore di una morte atroce. La liberazione quando ormai la speranza giaceva in un angolino nascosto del loro cervello. Il documentario del bravo regista calabrese, coprodotto dalla fondazione di Spielberg per la memoria della Shoa, non racconta nulla di davvero nuovo, ma nonostante ciò, riesce a commuovere ed ad impressionare, perché sentire la voce di italiani come noi che hanno vissuto questa terribile esperienza, ce la rende più viva e più ferocemente attuale. Davvero commoventi e lucide le testimonianze, dal signore che infornava i corpi nei forni crematori a colui che era addetto allo scarico dei convogli ferroviari in arrivo, sconcertante perché ce lo raccontano come se fosse accaduto davvero ieri. Da vedere, un documento valido anche e soprattutto per le nuove generazioni. Sullo stesso tema, rimane indelebile il ricordo del grandissimo documentario di Alain Resnais “Notte e nebbia” del 1956, primo documento cinematografico sull’Olocausto. Il film ha avuto una nomination al David di Donatello come miglior documentario. Voto 7,50.

venerdì 19 gennaio 2007

Le cinque variazioni

(De fem benspænd, Danimarca 2003, col. 90')
di Jorge Leth e Lars von Trier.
Documentario misto a cartoon con Jorgen Leth e Lars von Trier.
Il soggetto del film è un giochino, una sfida che il noto regista danese Lars von Trier propone al suo più anziano connazionale collega Jorgen Leth, Leth dovrà rifare per 4 volte un suo corto sperimentare del 1967 (The Perfect Human) secondo le regole che via via von Trier gli detterà. La prima "variazione" consiste in un film in cui le sequenze non dovranno superare i 18 fotogrammi, da girare a Cuba ecc,. la seconda nel girare il film a Bombay, in India la terza nel farne un cartoon e la quarta sarà solo la lettura da parte di Leth di una dichiarazione scritta dallo stesso von Trier. Un film davvero diverso, perennemente in bilico fra documentario e fiction, che vorrebbe analizzare le possibilità dello strumento cinematografico attraverso il gioco perverso e la tortura creativa che von trier pratica sul più esperto collega. Alla lunga però il tutto diventa assasi noioso e dai numerosi siparietti fra i due cineasti emerge solo la sterilità di un giochino pseudo-intellettuale, von Trier poi riesce a sprigionare davanti alla telecamere un'inarrivabile e spontanea antipatia. Il montaggio schizzoide non aiuta. I due coregisti sono stati candidati senza vincerlo all'European Film Award.
Voto 5,00.